CHI È
Una bella signora con i capelli corti, di cui oltre alle note biografiche del New Zealand Book Council e della Penguin Random House non si sa tanto. È cresciuta in una fattoria vicino a Thames, quindi conosce bene l’ambiente rurale di cui ha scritto in The Party Line, e ha lavorato anche come giornalista.


COSA HA SCRITTO
Non molto, purtroppo, ma nel suo caso vale la regola del “poco ma buono, anzi ottimo”, a cominciare dalla prima raccolta di racconti, Etiquette for a Dinner Party. Si tratta di una serie di racconti un po’ dark e dai toni surreali: un uomo che quasi si innamora di un piccione viaggiatore, un altro che si fa un po’ prendere la mano col giardinaggio, un gioco del telefono senza fili che rivela un segreto scabroso, un fax che prende vita…

Uno dei racconti, “Gypsy Day”, servirà da base per il romanzo The Party Line. Il Gypsy Day è il giorno in cui gli sharemilkers lasciano la fattoria in cui hanno lavorato con tutti i loro averi, che spesso includono cose facili da trasportare tipo capi di bestiame. Lo sharemilking è una pratica molto comune in Nuova Zelanda, per cui gli sharemilkers utilizzano i pascoli e i macchinari per la mungitura di altre fattorie, per poi dividere i profitti con il proprietario.

​Quindi il Gypsy Day non ha niente a che fare con zingari, rom o sinti, ma con l’onnipresente industria lattiera neozelandese e con le comunità rurali che la mandano avanti. “Gypsy Day” e “The Party Line” sono la risposta alla domanda che Sue Orr si è sempre posta da bambina: cosa succede agli sharemilkers quando se ne vanno?
Succede che uno di loro, padre single con una bambina di 12 anni, Gabrielle, si trasferisce a Fenward, una piccola comunità rurale in cui tutti sanno tutto di tutti anche grazie alla party line che dà il titolo al romanzo, ovvero la linea del telefono condivisa. Il romanzo è ambientato negli anni ’70, un momento storico in cui i ruoli di genere, almeno in comunità così piccole, sono ancora ben definiti, fin troppo. La famiglia di Nicki, la co-protagonista, è infatti piuttosto conservatrice: la madre, per esempio, sostiene che gli orecchini siano roba da tarts (sgualdrine, non crostatine, che avete capito?!) e quasi sviene quando si accorge che la figlia ha indossato del profumo. Nicki e Gabrielle sono agli opposti: la prima è tranquilla, ingenua, effettivamente ancora bambina, mentre l’altra è esuberante, è dovuta crescere in fretta per motivi che non vi sto a spiegare altrimenti il romanzo non ve lo godete, e agli occhi di Nicki rappresenta un mondo esotico che la affascina moltissimo e la spinge a compiere azioni di cui non si sarebbe mai pensata capace. Le due, infatti, con Gabrielle a fare da trascinatrice, finiscono per sovvertire l’ordine costituito di questa comunità in cui i problemi ci sono, e grossi, ma si fa finta di non vederli piuttosto che mettere a rischio l’equilibrio del villaggio. In The Party Line la scrittura precisa di Sue Orr punta una luce impietosa sui segreti degli abitanti di Fenward e ne demolisce l’immagine idilliaca, rivelando che sotto la superficie si nasconde sempre qualcos’altro.
Per quanto riguarda la raccolta From Under the Overcoatqui l’autrice omaggia i maestri del racconto breve con dei racconti ispirati a pietre miliari del genere come Il cappotto di Gogol’, I morti di James Joyce o La bella addormentata dei Fratelli Grimm, e vi assicuro che Sue Orr è assolutamente all’altezza di tenere testa a questi mostri sacri della letteratura.


CONSIGLI PER GLI ACQUISTI
Se siete divoratori di libri partite dal suo unico (sigh) romanzo, The Party Line, che tra l’altro è l’unica opera di Sue Orr che si trova nelle librerie.
Se invece non avete fame ma più voglia di qualcosa di buono (anzi, buonissimo) lanciatevi sulle antologie di racconti Etiquette for a Dinner Party e From Under the Overcoat. Il primo purtroppo non sono riuscita a trovarlo neanche nelle librerie di seconda mano, mentre il secondo l’ho visto in diverse, almeno qui a Auckland. Meno male che esistono le biblioteche… Di Etiquette for a Dinner Party vi consiglio soprattutto il racconto omonimo, “The Hangi”, “Velocity “e “Judtih”.